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| ph. Francesca Cirilli |
Oggi vi parlo di un film che è stato selezionato in anteprima dal festival Filmmarker di Milano che vede alla regia una persona geniale che conosco
personalmente: Irene Dionisio. Scritta dall'italianissima Irene e dal brasiliano Luiz Antonio Pinho Junior, la pellicola racconta un frammento di vita che si snoda nell'ottobre del 2010. Lo storico stabilimento Fiat Grandi Motori sta per essere abbattuto e sostituito da un centro commerciale. L'unico problema è che al suo interno vivono una coppia di senza tetto rumeni ed un silenzioso veterano della fabbrica dismessa, soprannominato l'amministratore delegato. Il luogo diventa così il palcoscenico della loro "tragicomedìa" e di una serie di sentimenti e forti emozioni: disperazione, isterica euforia, violenza repressa e profonda umanità.
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| ph. Francesca Cirilli |
Il film non solo descrive una realtà purtroppo attuale di difficile integrazione sociale, ma rievoca anche la memoria storica di un città che ha vissuto in prima persona il lavoro operaio.
Come autori di nazionalità diversa, Irene Dionisio e Luiz Antonio Pinho Junior sono portatori di memorie storiche differenti: una è figlia di immigrati del sud trasferiti a Torino per lavorare in Fiat e l'altro racconta le storie dei senza fissa dimora che, colti dalla disperazione, finiscono nel limbo della strada. Questo doppio sguardo ha permesso loro di cogliere aspetti della vita quasi agli antipodi, che però nella fabbrica si incontrano e diventano complementari.
La fabbrica è piena - tragicomedìa in otto atti
Regia Irene Dionisio
Scritto da Irene Dionisio e Luiz Antonio Pinho Junior
Direzione della fotografia Francesca Cirilli
Montaggio Alessandro Baltera
Sound design Matteo Marini
Prodotto da a.titolo, Irene Dionisio
Produttore esecutivo Enrico Giovannone, BabyDocFilm
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| ph. Francesca Cirilli |



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