Giovanna Gallo
social media, strategic blogger, digital PR
Conosco Giovanna da qualche anno e ammetto che starle dietro è difficile: vulcanica, frizzante e con un'energia contagiosa, ha mille idee e le concretizza tutte o quasi. Appassionata di giornalismo, è stata lungimirante ed ha puntato sul web molto prima che arrivassero i social media a dettar legge. Oggi Giovanna ha una professione che ama, anzi più di una: è social media specialist, blogger, scrive per una testata prestigiosa ed ha in cantiere un ebook. Può bastare, no? A noi sì, a lei chissà...
Giovanna, come hai costruito la tua carriera?
"Il mio sogno era diventare giornalista, ma essendo pratica per natura ho capito che dovevo puntare su qualcosa di diverso e nuovo, così ho aperto un blog a mio nome e successivamente mi sono dedicata ai social. Sono consulente web per alcune aziende e agenzie di marketing e mi occupo di social media e digital PR".
Di origini calabresi, vivi a Torino da 4 anni. Cosa ti ha portata all'ombra della Mole?
"L'amore, lo studio, il lavoro. In quest'ordine".
Come ti definiresti?
"Indipendente all'eccesso: non chiedo mai aiuto. Mi conosco bene e sono lucida: so fino a dove posso arrivare. Sono anche concreta, solare ed entusiasta".
Un aggettivo sulla tua professione?
"Fantastica. Mi piace quello che faccio e so di essere una privilegiata, ma non essendo una sognatrice non mi prendo troppo sul serio. Sono contenta del mio lavoro, ma ho la consapevolezza di non salvare vite umane".social media, strategic blogger, digital PR
Conosco Giovanna da qualche anno e ammetto che starle dietro è difficile: vulcanica, frizzante e con un'energia contagiosa, ha mille idee e le concretizza tutte o quasi. Appassionata di giornalismo, è stata lungimirante ed ha puntato sul web molto prima che arrivassero i social media a dettar legge. Oggi Giovanna ha una professione che ama, anzi più di una: è social media specialist, blogger, scrive per una testata prestigiosa ed ha in cantiere un ebook. Può bastare, no? A noi sì, a lei chissà...
Giovanna, come hai costruito la tua carriera?
"Il mio sogno era diventare giornalista, ma essendo pratica per natura ho capito che dovevo puntare su qualcosa di diverso e nuovo, così ho aperto un blog a mio nome e successivamente mi sono dedicata ai social. Sono consulente web per alcune aziende e agenzie di marketing e mi occupo di social media e digital PR".
Di origini calabresi, vivi a Torino da 4 anni. Cosa ti ha portata all'ombra della Mole?
"L'amore, lo studio, il lavoro. In quest'ordine".
Come ti definiresti?
"Indipendente all'eccesso: non chiedo mai aiuto. Mi conosco bene e sono lucida: so fino a dove posso arrivare. Sono anche concreta, solare ed entusiasta".
Un aggettivo sulla tua professione?
Alessandra Tinozzi
fotografa
Una sera ricevo una telefonata da Alessandra che mi propone di partecipare ad un progetto tanto divertente quanto innovativo: Sul cuscino (http://www.sulcuscino.com). Decido di accettare e così il giorno dopo mi presento nel suo studio fotografico, nel cuore della Torino creativa, per partecipare allo shooting che mi ritrae sdraiata su un cuscino che mi rappresenta, foderato con un foulard griffato Miss Crumb nel quale sono scritte parole e parole e parole.
Alessandra ha la capacità innata di far sentire le persone rilassate: benché io sia sdraiata e lei in posizione dominante, armata di macchina fotografica, non sono a disagio e, anzi, mi diverto davvero! Il risultato è sorprendente e il merito non è mio, ma di questa fotografa professionista che fa del ritratto uno stile di vita.
Tempo dopo la invito a pranzo e, quasi per gioco, decido di intervistarla. Non avendo il registratore con me, utilizzo i tovagliolini di carta del bistrot nel quale ci troviamo. Nonostante la poca professionalità dei miei strumenti, le sue parole sono davvero interessanti. Leggere per credere!
Alessandra, come sei approdata alla fotografia?
"Per obbligo. Mi ero appena laureata in storia del teatro dopo aver vissuto negli States e mio padre, fotografo pubblicitario, aveva deciso che dovevo lavorare. All'inizio ho odiato questa professione, ma la severità del mio maestro mi ha formata ed oggi gliene sono grata. Dopo alcuni anni ho capito che potevo anche ritrarre altri soggetti oltre a quelli industriali e pubblicitari e così mi sono indirizzata al ritratto. Sono partita per gli Stati Uniti dove ho seguito un corso all'International Center of Photography e dal 2000 lavoro come freelance".
Quali soggetti preferisci?
"I bambini e gli uomini di potere perché sono i più difficili da tenere a bada e da conquistare. E' una sfida: devo sapere dove condurli e studiare tutto nel dettaglio".
Tu hai ritratto sul cuscino, ma non solo, chef stellati.
"Mi piace smontare la maschera di questi uomini forti e capaci, ricchi di energia creativa. Ho fotografato Davide Scabin e Teo Musso non perché fossero cuochi famosi nel mondo, ma perché avevo letto la loro storia personale ed ero rimasta impressionata dalla forza del loro carattere".
![]() |
| Gualtiero Marchesi |
Lo scatto più difficile?
"Quello al professor Vincent Dor, ritratto a Montecarlo nella sua clinica di fama internazionale. Appena lo incontro mi dice che è stato fotografato da Newton e mi spiega come vuole lo scatto. Io accetto, ma prima gli chiedo se posso farne uno a modo mio. Il risultato è come se avessi inserito la macchina fotografica dentro al cuore: l'ho conquistato!".
Parliamo invece del progetto Sul cuscino?
"Tutto è nato dall'esperienza con gli chef, che spesso facevo sdraiare per gioco. Era un escamotage per rilassarli velocemente. Quando si è spalle a terra ci si lascia andare, si può essere se stessi al di là del ruolo sociale che si ricopre, e il sorriso nasce spontaneo. Nel tempo ho ritratto personaggi famosi, ma anche persone normali. Mi piacciono le donne che vogliono veder riconosciuta la propria bellezza e quelle che non si sentono perfette e che poi, dopo lo scatto, si innamorano del proprio viso. Ogni foto ha una storia da raccontare ed è un'esperienza unica sia per chi si fa ritrarre sia per me".
Mariachiara Montera
social media strategist
Mariachiara, in cosa consiste la tua professione?
"Gestisco ed elaboro le strategie marketing per i social media. Innanzitutto studio la storia del cliente e ne ascolto le esigenze in modo da conoscere a fondo il prodotto e poterne parlare in maniera approfondita sia con gli estimatori sia con i consumatori. Successivamente pianifico una strategia di utilizzo dei vari social e il modo in cui farli interagire. A monte c'è una conoscenza tecnica intesa come competenze sull'uso, sulle policy e sulle strategie di ogni social network perché non basta saperli usare, occorre avere una formazione costante, soprattutto se si lavora con aziende che vogliono implementare la loro presenza sul web e trovare nuovi canali di fidelizzazione".
L'Italia è pronta per lavorare con i social media?
"Le grandi imprese hanno capito che i social offrono un'enorme opportunità per conversare con i propri consumatori e per diffondere l'immagine del brand in maniera virale. Il fatto poi che sia una comunicazione che ha costi inferiori rispetto ai media tradizionali non è un aspetto banale per nessuna impresa. Il mio consiglio è però di affidarsi a dei professionisti che sappiano studiare una pianificazione mirata".
Che cosa consigli ad un'azienda che vuole incrementare la propria visibilità?
"Oltre a presentare il proprio prodotto deve parlare di sé: chi è, quali sono i suoi valori, qual è il suo comportamento etico. Oggi il miglior biglietto da visita è il passaparola, reale o virtuale. Sono quindi cambiati i linguaggi e i tempi della comunicazione".
Cosa ne pensi della polemica tra i giornalisti della carta stampata e i blogger?
"Per come la vedo io la differenza è solo nell'origine della professionalità e nel modo in cui viene ufficialmente riconosciuta. Il giornalista impara il mestiere a bottega e, una vota entrato in struttura, si perfeziona. Il blogger acquisisce la stessa professionalità, ma in una struttura più grande come il web e in uno stato di autoapprendimento continuo. Il giornalista riceve la sua ufficializzazione con la tessera di iscrizione all'Ordine, il blogger dai lettori attraverso un rapporto di scambio continuo che ne ratifica l'onestà e la competenza".
Parlaci del tuo blog, www.thechefisonthetable.it.
"The chef is on the table nasce nel 2006, prima come diario di ricette e recensioni locali poi definendosi come blog critico, a metà come metafoodblog e un dispenser di progetti di comunicazione sul cibo. I testi sono miei e di mio marito Fabrizio; non abbiamo mai ospitato nessun tipo di pubblicità così da mantenere la nostra indipendenza. Chi ci legge apprezza questa scelta perché siamo considerati snob, ma anche obiettivi, onesti, etici. Grazie al blog sono nate collaborazioni con testate e professionisti: dal Gambero Rosso a Identità Golose, da Dissapore fino al nuovissimo Cucchiaio d'Argento. La strada dal blog alla professione è quindi possibile, se si vuole".
Eleonora Crupi
cantante
Qualche giorno fa l'assistente di Niccolò Agliardi mi ha segnalato una giovane artista davvero interessante della quale è anche manager: Eleonora Crupi. Simpatica, bella e dalla voce stupenda, è la protagonista perfetta per la mia rubrica A colazione con...
Eleonora, la tua bio?
"Sono nata a Parma il 9 gennaio del 1985 e già da ragazzina ho capito che il canto era la mia valvola di sfogo. Dopo anni di studio ho provato a partecipare ad Amici, il programma condotto da Maria De Filippi, e nel 2005 sono entrata a far parte del gruppo e sono arrivata in finale. Nel 2006 ho partecipato allo spettacolo teatrale Lungomare scritto da Maurizio Costanzo insieme ad Alex Britti e l'anno dopo sono stata sette mesi in tour con Platinette. Ero infatti la co-protagonista del musical A un passo dal sogno. Mi sono davvero divertita anche perché ho potuto cantare, ballare e recitare!".
Come procede l'attività da solista?
"Molto bene. In questi anni ho continuato a studiare e ad affinare la capacità di scrittura, così sono approdata a Negroni, il mio singolo di debutto: un brano irriverente e malinconico allo stesso tempo che mixa pop, rock ed elettronica".
Tu hai tentato anche l'avventura sanremese...
"Niccolò Agliardi e Massimiliano Peluz avevano scritto per me Bastava con il quale ho partecipato al concorso Area Sanremo: ho vinto la manifestazione, ma non sono stata selezionata per gareggiare nella sezione Giovani del Festival. Siccome credevo molto in questo pezzo, l'ho proposto a Laura Pausini che lo ha reinterpretato e inserito all'interno di Inedito, il disco uscito nel 2011".
La tua ultima fatica?
"A dicembre è uscita Questa sono io scritta da Alfredo Serafini. Sono davvero soddisfatta, anche perché appena uscito il pezzo è entrato nella top 40 dei brani più scaricati da iTunes e il videoclip ha superato le 20.000 visualizzazioni in una settimana. Adesso sto lavorando al mio primo album che sarà in distribuzione entro l'estate. Ci sarà tutta me stessa, promesso!".
![]() |
| La cover di Questa sono io, il singolo di Eleonora Crupi uscito da pochi mesi |
Luca Argentero
attore
| Luca Argentero |
Lo scorso 19 dicembre questi "eroi metropolitani" hanno firmato la regia di un party ai Lumiq Studios che ha unito solidarietà e divertimento. Perché se basta un caffè per aiutare qualcuno, tanti caffè fanno davvero la differenza, come ci spiega Luca (Argentero) in questa intervista.
Come è nato il progetto?
"L'idea è semplice: offrire un caffè è un gesto comune, un modo per conoscere meglio le persone, concludere affari, risolvere problemi. A Napoli c'è la tradizione del caffè sospeso cioè pagato per chi non può permetterselo, non importa chi. Noi siamo partiti da questa idea e abbiamo creato una onlus che ha come obiettivo aiutare le piccole associazioni no-profit attraverso delle donazioni quotidiane effettuate attraverso il web".
Perché avete scelto internet come mezzo di promozione e donazione?
"Perché è veloce, aggregante, trasversale, sociale, individuale proprio come un caffè e poi perché è lo strumento ideale per un'iniziativa global come la nostra.".
Una donazione diversa ogni giorno: una bella idea.
"In Italia esistono più di diecimila piccole associazioni no-profit che hanno dei progetti concreti, ma pochi fondi per realizzarli. Per supportarle abbiamo pensato di fare una raccolta da destinare ogni giorno ad una specifica iniziativa così da raggiungere quanti più possibili progetti di solidarietà e naturalmente noi non tratteniamo nulla dei diversi... caffè".
Anche il party di questa sera rientra nell'iniziativa?
"Naturalmente. Qui non offriamo caffè, ma Martini. L'azienda ha creduto nel progetto ed è sponsor della serata. A giudicare dal numero di persone presenti credo che riusciremo ad aiutare parecchie associazioni e sono davvero contento".
| Luca con la sorella Francesca |
Virginia Sanchesi
organizzatrice di eventi
| Virginia Sanchesi |
"Una creativa che concretizza i suoi sogni, una curiosa nei confronti di ogni forma d'arte, di pensiero e di cultura. Una passionale nei confronti della vita che si impegna per realizzare le sue idee. Una donna che si mette in gioco e non ha paura di esporsi".
Parliamo della tua professione.
"Organizzo eventi e mi occupo di comunicazione editoriale con le edicole non solo di Torino, ma anche del Piemonte e della Lombardia. L'attività con questi punti vendita, che registrano in media 1500 contatti al giorno, consente alle aziende di avere una visibilità immediata e di verificare in maniera tangibile il successo di un'iniziativa".
Tra gli eventi che hai creato, quale ti ha soddisfatto maggiormente?
"Casanova a Palazzo, il fuoco e la passione. Palazzo Saluzzo Paesana è stata la location ideale per questa festa in cui non era obbligatorio mascherarsi, ma quasi tutti lo hanno fatto. Mi è piaciuto vedere che gli invitati avevano affittato abiti a tema per immergersi in un'atmosfera incantata e onirica".
Il prossimo appuntamento firmato da te?
"Il lancio del calendario di Claudio Molinaro, fotografo che stimo per la capacità di catturare l'essenza delle persone. Giunto alla terza edizione, Obiettivo donna 2012 non presenta modelle professioniste, ma signore di età compresa tra i 35 e i 60 anni che sono state selezionate dopo un casting effettuato in tutta la penisola. Dedicato ai 150 anni dell'unità d'Italia e a Torino, il lavoro viene presentato in anteprima al Top Club di corso Moncalieri 145 martedì 13 dicembre a partire dalle ore 20.00. Ad organizzarlo è Libra Concerti, la mia agenzia. Si inizia con un light dinner e si prosegue con la musica e il taglio della wedding cake tricolore, una torta che ho fatto preparare per rendere omaggio alla bellezza Made in Italy. Abbiamo anche allestito un corner per chi desidera candidarsi come modella per il calendario 2013. Il costo dell'ingresso alla festa è 20,00 euro e il divertimento è assicurato".
Maurizia Pennaroli
personal shopper
Che cosa significa essere una personal shopper a Torino?
"In Italia, in generale, l'idea del personal shopper è diversa rispetto agli States: a noi i clienti non chiedono di comprare diamanti e auto di lusso, ma abbigliamento e food. Le signore torinesi vogliono una consulenza di moda o perché desiderano cambiare look o perché cercano negozi nuovi rispetto a quelli in cui si servono abitualmente. Un altro settore molto forte in città è quello enogastronomico: i turisti ci riconoscono delle eccellenze in fatto di vino e cibo".
Chi si rivolge a te?
"Soprattutto persone in visita a Torino che approfittano dello shopping per conoscere la città e i suoi locali storici. Poi molte neolaureate che devono iniziare la carriera professionale ed hanno bisogno di un'immagine adeguata, ma hanno a disposizione un budget contenuto, le mamme delle future spose e le signore che cercano uno stile in linea con l'età e la taglia. Con molte clienti ho creato un rapporto di fiducia e un percorso che le ha portate lentamente a cambiare il proprio look".
Quale iter occorre seguire per diventare personal shopper?
"Bisogna essere preparati: io ad esempio ho seguito un corso organizzato dall'Ascom ed ho studiato la realtà commerciale di Torino. Occorre anche essere attenti alle tendenze, anche quelle meno urlate, ed essere informati su tutto: food, design, bigiotteria, antiquariato, moda e non solo. Occorre poi saper ascoltare le esigenze dei clienti e concentrarsi su di loro, perché le due ore con una personal shopper devono essere una coccola".
Un aspetto difficile della tua professione?
"I primi istanti dell'incontro, quando devi conoscere una persona e capirne immediatamente i gusti e le esigenze. A volte ci sono clienti che non vogliono farsi consigliare per cui il mio ruolo diventa quasi scomodo".
Un bilancio?
"Sono molto soddisfatta: aiutare le persone è piacevole. A volte donne che si sentono goffe o poco femminili acquistano sicurezza e mi ringraziano per il supporto psicologico che ho dato loro. Ho una clientela fidelizzata e questo mi fa piacere, ancora più dei complimenti che ricevo".
Un momento del tuo lavoro che ti è rimasto impresso?
"Un marito che ha regalato alla moglie un incontro con me dopo la gravidanza. Un modo per farla sentire bella e sicura di sé".
| Maurizia Pennaroli |
Emma Travet
autrice di "Voglio scrivere per Vanity Fair"
![]() |
| ph. Kristina Gi |
Chi è Emma T?
"Un'eroina contemporanea, una sognatrice con i piedi per terra che si barcamena nella vita di tutti i giorni con una buona dose di ironia e di inventiva tra neo-marito, famiglia, amiche e amici di vecchia data e lavoro ultra-flessibile. E' una ragazza normale che tra avventure e disavventure, con spirito di iniziativa e inguaribile ottimismo, segue le sue aspirazioni e cerca in tutti i modi di realizzare un suo grande sogno: scrivere per Vanity Fair. Ho scelto di chiamare la mia protagonista Emma Travet perché ho sempre adorato il nome Emma (Jane Austin docet), mentre Travet è un tipico cognome piemontese, difficile da storpiare in inglese".
Come è nata l'idea del romanzo?
"Nel 2005 ho pensato che era arrivato il momento di scrivere quel libro che avevo in testa da un po'. Ho iniziato così a prendere appunti su dei post-it gialli per circa due anni. Nel settembre 2007 l'ho scritto in 17 giorni e inviato a 33 case editrici. Quando mi ha contattato la Memori di Roma, nel maggio 2009, mi sono presa un mese per riscriverlo interamente insieme alla mia editor, Nicoletta Fabrizio".
Per promuovere il libro hai creato un'iniziativa interessante: ce ne parli?
"Ho usato i social network. Su myspace ho pubblicato i primi due capitoli e tutte le foto del merchandising: spille, sticker, specchietti da borsetta e portachiavi che ho realizzato grazie a Marta Grossi, una cara amica grafica. Poi ho aperto il blog su Style.it (il sito di Vogue, Vanity e Glamour) e a seguire l'account su facebook, friend feed e linkedin. Ho iniziato, prima ancora che sulla carta, a far vivere il mondo della mia protagonista postando le foto dei suoi accessori, raccontando le sue avventure su internet e pubblicando le immagini degli sticker appiccicati in giro per il mondo. Dopo la pubblicazione del libro ho organizzato diverse presentazioni (Pinerolo, Torino, Milano, Roma, New York) ed ho cercato di partecipare ad eventi in linea con il mio progetto. Sono stata anche invitata al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e all'incontro nazionale dei Giovani Imprenditori. Oltre a ciò ho sempre lavorato come mio ufficio stampa e questo mi ha permesso di procurarmi diverse interviste. Vorrei sottolineare però che ho avuto la chance di incontrare persone che hanno creduto in me, quindi il progetto emmat è anche un po' loro".
Ci sarà un sequel?
"Certo che sì. Ho circa 60 pagine di appunti e una griglia con personaggi vecchi e nuovi, posti e situazioni. L'anteprima verrà presentata sabato 17 dicembre alle ore 17.00 a Milano nella settimana di Moda da bere di Alessia Caliendo del brand LittleBlackDress. L'evento è creato per emmat dalla personal shopper Pina Sansone e si chiama Gossip Emmat. Vi aspetto quindi in via Manzoni 39 a Milano".
Chi sei invece tu, Erica Vagliengo?
"Una giornalista pubblicista che adora lasciare tracce su internet, la torta Zurigo, collezionare borsette, l'arte contemporanea, New York, il caffé macchiato e che da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf.".
La tua passione più grande?
"Scrivere sempre e ovunque. Supera anche il mio amore sconfinato per il vintage".
Alessandro Lercara
fotografo professionista
"L'amatore ha la possibilità di fotografare solo quello che gli piace e di specializzarsi in un dato settore, mentre un professionista deve assecondare le esigenze dei clienti e deve saper rendere accattivante qualsiasi oggetto. Ci sono degli appassionati molto capaci, ma per trasformare un hobby in un lavoro servono tecnica, creatività e versatilità".
Il tuo settore di specializzazione?
"Mi occupo soprattutto di architettura e di industriale. Ho iniziato lavorando per un'agenzia fotogiornalistica nazionale per la quale ho seguito eventi molto importanti. Quattro anni fa ho deciso di fare il freelance ed ho iniziato a collaborare con alcuni magazine e con aziende torinesi e italiane. Fare foto industriali è venuto da sé, ma mi piace molto. Ovviamente anche i ritratti mi interessano, ma mentre con una modella devi interagire, con un robot sei tu a decidere. Diciamo che è più facile da gestire...".
Tu hai anche delle opere personali: ce ne parli?
"Ho una mia produzione che purtroppo non seguo quanto vorrei per esigenze di lavoro e di tempo. Si tratta di foto panoramiche che realizzo usando una tecnica che mi permette di ruotare l'obbiettivo sul punto nodale. Le immagini sono un mix tra mosso e statico che unisco poi manualmente, per un effetto molto contemporaneo".
Cosa ti piace del tuo lavoro?
"Tutto, ma sicuramente il fatto che fino ad oggi mi ha permesso di essere presente ad eventi storici significativi e di immortalare personaggi di spessore".
La foto più bella che hai fatto?
"Devo ancora scattarla. ".
Francesca Gonzales
food blogger e appassionata di social network e tecnologie
Francesca, che cos'è per te il cibo?
"Un mezzo di comunicazione, un modo per stare con le persone e instaurare un rapporto semplice e diretto. Attorno ad un tavolo in genere abbattiamo le barriere, tutti siamo allo stesso livello".
Tu hai un blog, spadelliamo insieme: ce ne parli?
"Il blog è nato perché volevo unire alla passione per il food quella per la tecnologia. Non sono uno chef, ma una persona che ama preparare ricette accattivanti che coccolano l'anima. Molti mi dicevano che oltre che buoni, i miei piatti erano anche coreografici e così ho iniziato a fotografarli e a pubblicarli sul blog".
La passione per la tecnologia dove ti ha portato?
"Mi ha portato a studiare e a documentarmi per imparare a creare i blog e a diffonderli, poi sono passata ai social network e al web. Attualmente sto frequentando un corso per costruire siti internet in html/css".
Un plus dei social network?
"La possibilità di conoscere nuove persone, confrontami con altri blogger e non solo con quelli che si occupano di food, partecipare ad eventi come il BlogFest dove ho conosciuto tanti appassionati di tecnologia".










